La mostra

In occasione del Festival verrà allestita la mostra “L’offesa della razza. Razzismo e antisemitismo dell’Italia fascista”: realizzata dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell’IBC Regione Emilia-Romagna, illustra con documenti d’epoca, il tema del razzismo e in generale dell’atteggiamento verso il “diverso” in epoca fascista.

 

Sala XC Pacifici, ingresso del Comune di Forlì (piazza Saffi, 8)
Dal 17 al 27 ottobre, ore 9-12.30  15-19
Inaugurazione 17 ottobre ore 17.30

Dal sito dell’Ibc

Questa mostra, in forma ridotta e con linguaggio più accessibile de La menzogna della razza intende offrire ad un pubblico non specialistico uno spaccato di quegli anni. Proprio per questo, oltre al catalogo pubblicato nella collana ERBA della Soprintendenza, è stata approntata anche una guida, delle Istruzioni per l’uso rivolte in special modo agli studenti per invitarli ad approfondire i temi trattati con indagini da svolgere, con l’aiuto degli insegnanti, negli istituti che conservano documentazione storica del periodo contemporaneo.

Nella nostra regione notevoli nuclei archivistici della prima metà del XX secolo sono conservati sia negli Archivi di Stato sia negli Archivi storici comunali, cui si devono aggiungere i numerosi fondi documentari presenti presso le biblioteche e gli istituti storici pubblici e privati.

Un percorso di sintesi didattica, dunque, rivolto in particolare agli studenti e ai cittadini interessati ad approfondire una pagina ancora poco nota del nostro passato, per riuscire a meglio interpretare ed affrontare gli oscuri presagi del nostro tempo.

La mostra è stata curata da Riccardo Bonavita, Gianluca Gabrielli e Rossella Ropa.

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Il recital

SABATO 27 OTTOBRE

ore 21.00, Masque Teatro (via Orto del Fuoco, 3)

Uno strano e amaro raccolto

(ingresso libero)

con
Paola Sabbatani (voce)
Lelia Serra (lettura)
Roberto Bartoli (contrabbasso)
Daniele Santimone (chitarra)

 

Il concerto si apre con una breve lettura di una corrispondenza da Ancona, distretto tessile con forte presenza ebraica, pubblicata nel 1938 sulla rivista “La difesa della razza”, in cui si incitava alla maldicenza contro gli ebrei, prevede canzoni, eseguite tutte in arrangiamenti originali, che raccontano le storie di chi ha subìto, nel corso del Novecento, le conseguenze del razzismo: dagli ebrei e gli zingari in Europa agli afroamericani negli Stati Uniti.
I brani sono di vari autori, tra cui Bob Dylan, Gaber, Jannacci, Testa e altri. Molti sono state scritti negli 60 e 70 e mantengono ancora oggi, intatta, la loro carica di denuncia.
Per citarne solo alcune, una ballata del 1964: “The lonesome death of Hattie Carrol”. Bob Dylan la scrisse dopo aver letto sul giornale un episodio di cronaca avvenuto il 9 febbraio 1963 a Baltimora, nel Maryland: alcuni dipendenti di un albergo, tutti afroamericani, erano stati aggrediti da un giovane bianco in preda all’alcool. La barista Hattie Carroll di 51 anni, madre di 10 figli, morì pochi giorni dopo in seguito alle gravissime ferite riportate. L’aggressore, tale William Devereux “Billy” Zantzinger, membro di una ricca e potente famiglia bianca di proprietari terrieri, in un primo momento incriminato per
omicidio volontario, fu poi condannato alla ridicola pena di 6 mesi di carcere. Tanto valeva la vita di una persona di colore. Ma la canzone di Bob Dylan lo condannò per sempre.
E ancora “Gli zingari”, di Enzo Jannacci. Scritta nel 1968 e presentata lo stesso anno a Canzonissima, trasmissione di punta della Rai, è un capolavoro di poesia, se si vuole ancora più rivoluzionario di “Ho visto un re”: nelle parole, nelle immagini, negli intenti, nel suo struggente sostegno alle diversità. Il testo ci racconta di un gruppo di zingari che si ritrova  improvvisamente davanti all’immensità del mare. Ma la grande  forza di “Gli zingari” sta non solo nell’impatto di “quella gente ridotta, sfinita, svilita” con il mare, ma nel fatto che il mare interagisca con loro, “proprio loro, gli zingari”, quasi fosse l’unico a
capire.
La canzone, manco a dirlo, non vinse. Forse in finale arrivò ultima, ma quel “qualcuno a star male” del finale, è ancora lì, sospeso.

cart-recital

 

Teatro Felix Guattari Teatro Felix Guattari

Via Orto del Fuoco 3, a Forlì

In collaborazione con Masque Teatro

 

Luoghi dell’edizione 2018



A. Palazzo Romagnoli (Via Cesare Albicini, 12)

B. Chiostro dei Musei San Domenico (Piazza Guido Da Montefeltro, 12)

C. Salone Comunale – Sala XC Pacifici (piazza Saffi, 8)

D. Cinema San Luigi (via Luigi Nanni 14)

E. Sala della Provincia (piazza Morgagni, 9)

F. Teaching Hub (viale Filippo Corridoni, 20)

G. Teatro Felix Guattari (via Orto del Fuoco, 3)

Fifth edition of 900fest

900fest – Fifth edition (Forlì, from 24 to 27 October 2018)

ITALY 1938 – EUROPE 2018

anti-Semitism, racism and xenophobia, crisis of citizenship, cosmopolitanism and community

Preview 900fest 2018

THURSDAY, SEPTEMBER 6th

4 pm, Palazzo Romagnoli (Via Cesare Albicini, 12)

Eighty years ago, the first anti-Jewish laws

By Michele Sarfatti (Center for Contemporary Jewish Documentation in Milan)

9.pm, Chiostro dei Musei San Domenico (P.zza Guido da Montefeltro, 12)
“Between the Klezmer and the Jewish soul”, concert with Duo Gurfinkel and Elisaveta Blumina


WEDNESDAY, OCTOBER 24th

3.00 pm – 7.00 pm, Town Hall (piazza Saffi, 8)

900fest opening

The great fault

1938, the “true” legality
Alessandro Pajno

Anti-Jewish laws
Tullia Catalan

Ordinary administration: the Italian way to the Shoah
Matteo Stefanori

“The young Primo is back …”
Anna Foa

The so-called “failed italian Nuremberg”. Twenty years after.
Michele Battini


9.00 pm, Cinema San Luigi (via Luigi Nanni 14)

Film screening: “1945”

(by Ferenc Török, Hungary, 2017)
Introduced by Gianfranco Miro Gori


THURSDAY, OCTOBER 25th

9.30am – 12.30pm, Province Hall (piazza Morgagni, 2)

Why the racial laws?
A reflection on Italian anti-Semitism

Marie-Anne Matard-Bonucci
Alberto Cavaglion
Guri Schwarz
Paola Salvatori


3.00pm – 5.00pm, Province Hall

Anti-Semitism as a revolutionary political theory

Francesco Germinario


5.00pm – 7.00pm, Province Hall

Citizenship, emancipation and anti-Jewish anti-capitalism

Michele Battini and Guri Schwarz


8.30pm – 10.30pm, Cinema San Luigi

Film screening: “Süss the Jew” (Veit Harlan, 1940)

Introduced by Gadi Luzzatto Voghera


FRIDAY, OCTOBER 26th

9.30 – 12.30 am, Teaching Hub (viale F. Corridoni, 20)

Women against racism and sexism

Wanda Nowicka (Poland)

Pragna Patel (United Kingdom)

Roza Hodosan (Hungary)

Coordinator: Raffaella Baccolini


5.00 – 7.00 pm, Town Hall

Are we racist?

Laura Balbo, Ernesto Galli della Loggia

Discussant: Alessandro Cavalli


8.30pm – 10.30pm, Cinema San Luigi

Film screening: Mussolini’s speech, Trieste 1938
Introduction by Fabio Levi
With permission of Archivio Nazionale cinematografico della Resistenza e Istituto Luce-Cinecittà


SATURDAY, OCTOBER 27th

10.00 am – 12.00 am; 15.00 – 18.00, Town Hall

Cosmopolitanism and community

Discussant Wlodek Goldkorn

Democracy: crisis or metamorphosis?
Michel Wieviorka

Sovereignty vs. autonomy, State vs community: the debate within Jewish political thought
Julie E. Cooper

Cosmopolitan vs. community: the new social divide?
Wolfgang Merkel

Migration and citizenship in the capitalist state
Lea Ypi

“Are not we both human beings?”: why turning to our common humanity is not always enough
Anne Phillips

Citizenship and the disruptive alterity
Bashir Bashir

Citizenship beyond sovereignty: rethinking democratic representation
Melissa Williams


9.00pm, Masque Teatro (via Orto del Fuoco, 3)

A strange and bitter fruit

Show with Paola Sabbatani, Lelia Serra, Roberto Bartoli, Daniele Santimone


Ongoing (Sala XC Pacifici – from 16 to 17 october)

Exhibition (exhibition room beneath the Town Hall, Piazza Saffi, 8)

On the occasion of the Festival we will set up the exhibition “The offense of the race. Racism and anti-Semitism of fascist Italy “, realized by the Superintendency for books and documentary assets of the IBC Regione Emilia-Romagna, illustrates with vintage documents, the theme of racism and in general the attitude towards the “different” in the fascist era.

I film di 900fest 2018

Mercoledì 24 ottobre

ore 21.00, Cinema San Luigi

Proiezione del film
“1945” (di Ferenc Török, Ungheria, 2017)
Introduzione di Gianfranco Miro Gori

Nell’agosto del 1945, in un villaggio della campagna ungherese giunge una coppia sconosciuta di ebrei ortodossi, uno anziano e l’altro più giovane, che trascinano due misteriose casse di legno. Il villaggio si appresta a festeggiare il matrimonio del figlio del vicario locale con una giovane donzella, ma gli abitanti, che a suo tempo collaborarono coi nazisti per le deportazioni degli ebrei, si scuotono nell’inquietudine interrogandosi sulle ragioni dell’arrivo dei due. A poco a poco molti degli abitanti iniziano a fare i conti con la propria coscienza: chi denunciò i concittadini ebrei condannandoli ai campi di concentramento, chi ha sfruttato la situazione razziando i loro beni, case e possedimenti. Intanto il previsto matrimonio vacilla, poiché la sposa, guardata di sbieco dalla futura suocera, è segretamente innamorata di un giovane che simpatizza per gli occupanti sovietici…

Il trailer in italiano


Giovedì 25 ottobre

ore 21.00, Cinema San Luigi

Proiezione del film
“Süss l’ebreo” (Veit Harlan, 1940)
Introduce Gadi Luzzatto Voghera

Süss l’ebreo (Jud Süß) è un film di propaganda antisemita diretto da Veit Harlan che uscì in Germania nel 1940, durante il periodo nazionalsocialista.

Il film racconta la storia di un tranquillo paese tedesco nel quale un ebreo di nome Süss (“dolce”) cerca con trame e inganni di dominare i suoi concittadini germanici.

La storia, ambientata nel Württemberg del 1737, s’inizia con l’incoronazione del Duca Karl Alexander e il suo giuramento di lealtà di fronte al Concilio del Sacro Romano Impero. Un gioielliere ebreo del luogo, Süss Oppenheimer, riceve la visita di un emissario del re per acquistare una preziosa collana. Süss accetta di venderla sottocosto a patto di avere in cambio un lasciapassare per entrare a Stoccarda (dove vige il divieto d’ingresso per tutti i cittadini d’origine ebraica). Entrato in città sulla carrozza di una ragazza locale, Dorothea, di cui si infatua, giunge al palazzo del Duca e si offre di finanziare diversi sfizi di corte (tra cui un balletto, delle guardie del corpo e un’Opera) che il Concilio si era rifiutato di appoggiare giudicandoli inutilmente costosi.

Uno spezzone del film


Venerdì 26 ottobre

ore 21.00, Cinema San Luigi

Proiezione del film
Il discorso di Mussolini, Trieste 1938
Introduce Fabio Levi

Per concessione di
Archivio Nazionale cinematografico della Resistenza e Istituto
Luce-Cinecittà

Verrà proiettato il cinegiornale Luce sulla visita di Mussolini a Trieste del settembre 1938, nel corso della quale il duce annunciò in un discorso in piazza dell’Unità la decisione di adottare una legislazione razziale anti ebraica. A commentare i filmati sarà Fabio Levi, del Centro Internazionale Primo Levi.

Trieste, 18 settembre 1938, mattina. Il cacciatorpediniere «Camicia Nera» attracca al «molo Audace» con «il Duce sulla plancia di comando». È la prima volta che si possono vedere per intero queste immagini, 34 minuti restaurati e digitalizzati dall’istituto Luce. La voce narrante informa sobria che la città è «un solo palpito di attesa e di amore» e in piazza dell’Unità ci sono 150 mila persone, camicie nere e fez, fazzoletti e applausi, gente sui davanzali. L’attesa del comizio, in effetti, è tragicamente giustificata: il discorso di Trieste è il primo e l’unico nel quale Mussolini, con toni raggelanti, annuncia in pubblico le «soluzioni necessarie» per affrontare il «problema ebraico» in quanto «problema razziale», spiega che per mantenere il «prestigio dell’impero» occorre «una chiara, severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle superiorità nettissime» e infine esclama tra le ovazioni: «L’ebraismo mondiale è stato durante sedici anni, malgrado la nostra politica, un nemico irreconciliabile del fascismo».

(Tratto dall’articolo del Corriere della Sera disponibile a questo link)

Spezzone del video

Gli ospiti della quinta edizione di 900fest

Laura Balbo

Raffaella Baccolini

Bashir Bashir

Michele Battini

Roberto Bartoli

Tullia Catalan

Alberto Cavaglion

Alessandro Cavalli

Julie Cooper

Anna Foa

Ernesto Galli della Loggia

Francesco Germinario

Wlodek Goldkorn

Gianfranco Miro Gori

Roza Hodosán

Fabio Levi

Gadi Luzzatto Voghera

Marie-Anne Matard-Bonucci

Wolfgang Merkel

Wanda Nowicka

Alessandro Pajno

Pragna Patel

Anne Phillips

Paola Sabbatani

Paola Salvatori

Daniele Santimone

Michele Sarfatti

Guri Schwarz

Lelia Serra

Matteo Stefanori

Michel Wieviorka

Melissa Williams

Lea Ypi

Lea Ypi

Scienziata politica, insegna Teoria politica presso la London School of Economics e Scienza politica presso l’Australian National University.
Pagina dal sito della London School of Economics

Alcune opere
Stato e avanguardie cosmopolitiche, Laterza, 2016
Global Justice and Avant-Garde Political Agency, Oxford University Press, 2012
The Meaning of Partisanship, con Jonathan White, Oxford University Press, 2016

Al festival
Sabato 27 ottobre, Salone Comunale, ore 10.00
“Cosmopolitismo e tribù”

Melissa Williams

Accademica nordamericana specializzato in teoria democratica e teoria politica comparata. È stata direttrice-fondatore del Center for Ethics dell’Università di Toronto. A partire dal 2018, è professore nel Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Toronto.
È stata redattrice della rivista “NOMOS” dell’American Society for Political and Legal Philosophy.
Pagina wikipedia (in inglese)

Alcune opere
East Asian Perspectives on Political Legitimacy: Bridging the Empirical-Normative Divide, con Joseph Chan e Doh Chull Shin (a cura di), Cambridge University Press, 2016
Equality: A Critical Introduction, Routledge, 2014
Deliberative Democracy in Practice, con David Kahane, Daniel Weinstock e Dominique Leydet (a cura di), University of British Columbia Press, 2010
Voice, Trust, and Memory: Marginalized Groups and the Failings of Liberal Representation, Princeton University Press, 2000

Al festival
Sabato 27 ottobre, Salone Comunale, ore 15.00
“Cosmopolitismo e tribù”

Michel Wieviorka

Sociologo francese, noto per il suo lavoro sulla violenza, il terrorismo, il razzismo, i movimenti sociali e la teoria del cambiamento sociale. È stato eletto a Durban come presidente 2006-2010 dell’Associazione internazionale di sociologia. Insieme ad Alain Touraine e François Dubet, Wieviorka ha sviluppato il metodo di intervento sociologico e lo ha impiegato nello studio dei movimenti sociali militanti, in particolare dell’attivismo anti-nucleare francese e delle leghe studentesche, ma anche di Solidarnosc in Polonia. È direttore del Centro di analisi e di intervento sociologico (CADIS) all’École des Hautes Études en Sciences Sociales.
Pagina wikipedia (in inglese)

Alcune opere
L’ antisemitismo spiegato ai ragazzi (e ai loro genitori), Edb, 2016
Violence: A New Approach, SAGE publications Ltd, 2009
Evil, Polity Press, 2012
L’inquietudine delle differenze, Bruno Mondadori, 2008

Al festival
Sabato 27 ottobre, Salone Comunale, ore 10.00
“Cosmopolitismo e tribù”

Anticipazioni della V edizione di 900fest

900fest -Festival di Storia del Novecento –

V edizione (dal 24 al 27 ottobre 2018)

ITALIA 1938 EUROPA 2018

Razzismo, xenofobia, crisi della cittadinanza

“Ma quello che più mi ha colpito è stato vedere, nel 1945, quando cioè tutto era tornato normale, l’incredibile quantità di gente antifascista che c’era in giro, professori, persone dotte, comunisti, socialisti, azionisti, gente di tutti i tipi, e che, di nuovo, non ci sia stato uno solo di loro che abbia detto una parola per un amico o per un collega costretto a partire. Perché?”. (Vittorio Foa) ( ascolta qui la citazione originale in video )

La storia del 900fest

Le passate edizioni


Nel 2018, nell’80mo del varo delle leggi razziali fasciste, abbiamo voluto dedicare la prima parte del festival all’approfondimento di quest a pagina della nostra storia . Apriremo pertanto con una sessione sulla “grande colpa” italiana. Tullia Catalan ci parlerà della promulgazione delle leggi antiebraiche ; Anna Foa , nel ricordo del padre Vittorio, racconterà dell’amnesia collettiva che sembrò colpire gli italiani all’indomani della caduta del regime; Matteo Stefanori dei volenterosi o riluttanti “carnefici italiani” che contribuirono all’arresto di circa 7.600 ebrei, un quinto di quelli presenti sul nostro territorio; Michele Battini ci aiuterà a capire perché la “Norimberga italiana ” non fu mai celebrata.

Nelle giornate seguenti si discuterà delle “premesse” e degli stereotipi sottesi all’ideologia antisemita . Tratteremo inoltre il tema del rapporto tra fascismo e leggi razziali all’interno di una riflessione sull’antisemitismo italiano . Marie-Anne Matard-Bonucci, Alberto Cavaglion, Patrizia Dogliani , Guri Schwarz e Paola Salvatori si confronteranno attorno alla domanda: la legislazione del 1938 rappresentò una svolta o una continuità nella storia del fascismo? L’antisemitismo era consustanziale al fascismo o fu adottato in chiave strumentale per costruire un “nemico interno” e rafforzare il regime?

La seconda sessione di 900fest verterà invece sull’attualità. Si parlerà dello stato di salute della democrazia in Europa, in particolare in Ungheria e Polonia; ma anche del tema del multiculturalismo e del rischio che una malintesa sensibilità multiculturale si trasformi in “cecità morale”. Abbiamo invitato alcune donne ungheresi, polacche, inglesi impegnate contemporaneamente nella lotta al sessismo e al razzismo.

Laura Balbo ed Ernesto Galli della Loggia , moderati da Alessandro Cavalli , dibatteranno a partire dalla domanda : “Siamo razzisti?”.


“Cosmopolitismo e tribù”

L’ultimo giorno del Festival sarà dedicato al tema “Cosmopolitismo e tribù”. In un mondo sempre più globale e interconnesso come rispondere alle sfide poste dall’incontro con culture e religioni diverse? Come tenere assieme l’aspirazione a essere cosmopoliti, a rispettare un’etica universalista con il bisogno incomprimibile di far parte di una comunità, di mantenere le proprie abitudini, di avere un heimat, una “piccola patria”?

E cosa succede se, come ben spiega Wolfgang Merkel, che sarà nostro ospite, la divisione tra cosmopoliti e comunitaristi diventa anche una frattura sociale; se il cosmopolitismo diventa “la coscienza di classe dei viaggiatori assidui” (come l’ha provocatoriamente definito Craig Calhoun), se cioè le élite cosmopolite diventano i vincenti della globalizzazione, mentre i comunitaristi, che spesso sono coloro che quotidianamente si trovano a che fare con le piccole e grandi seccature dell’alterità, ne sono i perdenti?

Ci interrogheremo sul significato della parola comunità oggi, sulla tensione esistente tra le nostre diverse identità – locale, nazionale, globale; si parlerà inoltre delle obbligazioni morali che abbiamo verso gli stranieri, ma anche del rischio che i nobili obiettivi dei “cittadini globali” si trasformino in negligenza dei loro doveri verso i compatrioti.

Di questo e altro, abbiamo invitato a parlare: Michel Wieviorka , (Francia), Julie Cooper (Israele), Wolfgang Merkel (Germania), Lea Ypi (Gran Bretagna), Anne Phillips (Gran Bretagna), Bashir Bashir (Palestina-Israele), Melissa Williams (Canada).


Film documentari e spettacoli

Nel corso delle serate verranno alcuni film-documentari e uno spettacolo di letture.

Il discorso di Mussolini . Verrà proiettato il cinegiornale Luce sulla visita di Mussolini a Trieste del settembre 1938, nel corso della quale il duce annunciò in un discorso in piazza dell’Unità la decisione di adottare una legislazione razziale anti ebraica. A commentare i filmati sarà Fabio Levi, del Centro Internazionale Primo Levi.


“Suss l’ebreo” (Veit Harlan, 1940). Gadi Luzzatto Voghera , del Centro di documentazione ebraica, introdurrà e commenterà questo importante documento di propaganda antisemita prodotto durante il regime nazista sotto la supervisione di Joseph Goebbels.


Stiamo infine lavorando alla produzione originale di uno spettacolo di letture, canzoni, musica ispirato ai temi del festival.


Mostre

In occasione del Festival verrà allestita la mostra “L’offesa della razza. Razzismo e antisemitismo dell’Italia fascista”: realizzata dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell’IBC Regione Emilia-Romagna, illustra con documenti d’epoca, il tema del razzismo e in generale dell’atteggiamento verso il “diverso” in epoca fascista.


Anteprima

Il 6 settembre , in occasione del concerto “Tra il Klezmer e l’anima ebraica” del duo Gurfinkel (Daniel e Alexander Gurfinkel), organizzato da Emilia Romagna Festival, Michele Sarfatti , della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, che da tanti anni si occupa delle leggi antiebraiche fasciste, terrà una conferenza intitolata “Ottanta anni fa, le prime leggi antiebraiche”.


Come puoi aiutarci

900fest è nato “dal basso”, come si usa dire, senza l’ambizione della grande kermesse culturale, ma con quella di offrire a giovani, insegnanti, studiosi, o semplici cittadini occasioni per approfondire la storia del 900, offrendo strumenti e spunti che ci aiutino ad affrontare le sfide morali e politiche di un presente in cui è difficile orientarsi.

Nonostante l’impegno e la collaborazione degli enti locali, in primis il Comune e la Regione, e di alcuni sponsor e che gran parte dell’impegno sia svolto a titolo volontario, le spese sono ingenti, soprattutto per l’inevitabile respiro internazionale dell’iniziativa.

Per poter portare a termine la realizzazione del festival e garantire la copertura delle spese dell’edizione 2018 ci servono 5.000 euro.

Al di là dell’aiuto, di cui certo abbiamo bisogno, ci piace anche l’idea che innanzitutto i cittadini di Forlì, ma poi chiunque voglia sostenerci in giro per l’Italia, si senta in qualche modo partecipe e protagonista di quest’impresa.

In alternativa è possibile contribuire tramite bonifico bancario sul conto:

BANCA PROSSIMA FILIALE 00500 Piazza Paolo Ferrari 10 – MILANO

IBAN IT 89 H 033 5901 6001 0000 0130 503
BIC BCITITMX
Intestato a Fondazione Alfred Lewin

Qualsiasi contributo, grande o piccolo che sia, è dunque benvenuto

Grazie


Alcune foto dell’edizione 2017

(qui la rassegna stampa 2017: alta risoluzione / bassa risoluzione )



Il 900fest è realizzato da:

Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Forlì-Cesena, Fondazione Alfred Lewin, Anpi Forlì-Cesena, Associazione Mazziniana Italiana Sezione “G. Bruno” di Forlì, Cooperativa Ricreativo Culturale Alessandro Balducci di Forlì, Cgil, Cisl, Uil, Associazione Lama, Arci, Endas Forlì, Unione degli Universitari Forlì.

In collaborazione e con il patrocinio di:

Comune di Forlì, Regione Emilia Romagna, Provincia di Forlì-Cesena, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Insmli, Università di Bologna (Dipartimento interpretazione e traduzione), Masque Teatro.

Contribuiscono alla realizzazione di questa edizione:

Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Conad, LegaCoop, Assicoop, Emilia Romagna Festival.

Comitato scientifico

Michael Walzer, Nadia Urbinati, Maurizio Ridolfi, Marie-Anne Matard-Bonucci, Wlodek Goldkorn, Fabio Levi, Pietro Adamo, Patrizia Dogliani, Paola Salvatori.