Il manifesto (qui il pdf scaricabile)

La cartolina (qui il pdf scaricabile)


La cartolina della sessione inaugurale (qui il pdf scaricabile)





presso la Sala San Luigi (via Luigi Nanni, 14) (vedi indicazioni)
concerto gratuito
con:
Nilza Costa (voce), Paola Sabbatani (voce), Daniele Santimone (chitarra), Maurizio Piancastelli (tromba), Roberto “Red” Rossi (batteria), Tiziano Negrello (contrabbasso)
(recupero del concerto rimandato il 19 ottobre 2024 causa allerta meteo)

Nilza Costa è una cantante e autrice-compositrice brasiliana di Salvador
(Bahia), con un cuore pulsante di ritmi ancestrali d’Africa, trasfigurati nel suo canto in un linguaggio artistico estremamente originale.
Le forme tradizionali della cultura musicale e religiosa brasiliane, quali il Candonblé, la Capoeira, Samba Duro, Maculelé e la “Cantigas de Roda”, sono da lei filtrate con una spiccata attitudine alternativa.
La sua storia artistica è condensata nel disco di debutto, Revolution, Rivoluzione, Revolução, appassionante viaggio nella migliore World Music che contamina l’Afro-Jazz con Samba, Blues e ipnotiche atmosfere voodoo, e il suo percorso ha avuto illustri collaborazioni, fra gli altri Roy Paci.
Nilza si fa portavoce della rivoluzione di un popolo che, anche attraverso la musica e la spiritualità, ha trovato la strada dell’emancipazione. I suoi brani narrano il senso della vita di uomini e donne strappati dalla loro terra natia. Sono malinconici e pieni di speranza.
Traspare in modo evidente l’Africanità delle origini della cantante, che viene mescolata abilmente agli arrangiamenti di natura AfroJazz ed all’idioma Yoruba che ne caratterizza l’ancestralità, la spiritualità e la sua forza trainante e pervasiva.
Cantante, compositrice e autrice. Dal 1990 al 2002 è parte del Teatro Due Mondi, impegnata in tour nazionali ed internazionali. Collabora con diversi attori, registi e istituzioni teatrali componendo e curando musiche di scena e formazione al canto. Tiene corsi e seminari presso varie realtà, tra cui l’Università di Ferrara e la Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli. Nel 2006 dà vita a un progetto con brani originali con musicisti di formazione jazz tra cui Stefano e Patrizio Fariselli, con i quali realizza il cd Vite andate. Nel 2007 è finalista al Premio Lumezia, sezione autore. Nello stesso anno crea con il contrabbassista Roberto Bartoli “Non posso riposare”, concerto-spettacolo di riproposizione di canti di lotta, di lavoro e d’amore, da cui il cd/dvd omonimo considerato dal quotidiano “la Repubblica” uno degli eventi musicali più importanti del 2007. Nel 2021 è uscito per edizioni Una città il cd “Libertà e malinconia” di cui firma testi e musica, che ha ottenuto molti consensi di pubblico e critica.
Chitarrista, compositore. Diplomatosi col massimo dei voti al Berklee College of Music di Boston e al Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo, ha collaborato con diversi musicisti di rilievo nel panorama jazzistico nazionale e internazionale tra cui Giulio Capiozzo, Ares Tavolazzi, Marco Tamburini, Jimmy Owens, Billy Hart, Cameron Brown, Joe Magnarelli, Jesse Davis, Karl Potter, Roberto Gatto, Marcello Tonolo, Pietro Tonolo, Dario Deidda e Fabrizio Bosso.
Attivo in diversi ambiti stilistici, si è esibito in importanti rassegne musicali a livello internazionale con artisti quali Eumir Deodato, Pee Wee Ellis, Patrizia Laquidara, Mario Biondi, Ricky Gianco, Jarrod Lawson, Glenn Jones.
La sua discografia comprende diversi lavori come sideman, leader e co-leader.
È docente di Chitarra Jazz presso il Conservatorio “Frescobaldi” di Ferrara e dirige da diversi anni l’ensemble Jazz della Scuola di Musica “G. Sarti” di Faenza (RA).
Ha studiato Tromba e Didattica della Musica presso il Conservatorio di Bologna, e si occupa di musica a tempo pieno dal 1984, maturando esperienze in differenti ambiti musicali. Nella musica leggera italiana dal 1988 ha avuto modo di collaborare stabilmente con artisti come Andrea Mingardi, Lucio Dalla e gli Stadio, principalmente in situazioni live. Contemporaneamente ha approfondito la conoscenza del jazz e delle musiche etniche e popolari, suonando con piccole formazioni e big band in club e rassegne nel territorio nazionale. Nel 1997 ha fondato e diretto per diversi anni la “AMR Big Band”, una orchestra di 20 elementi attiva nel territorio romagnolo. Come libero professionista ha più volte fatto parte di gruppi e orchestre di musica d’uso nell’ambito di trasmissioni televisive delle reti RAI e Mediaset. Conta anche svariate collaborazioni nell’ambito della produzione musicale per il teatro e la danza contemporanea. Ha partecipato ad una quarantina di dischi, sia in qualità di turnista in ambito pop che in piccole produzioni indipendenti di jazz e musica d’autore.
Batterista, percussionista, produttore e compositore, Roberto RED Rossi
unisce lo stile batteristico a quello percussionistico in un particolare
set (batteria classica e percussioni annesse…) formato da strumenti che
riportano soprattutto ai colori della tradizione popolare afro-brasiliana. Questa sua caratteristica, oltre ad indurlo a mescolare i generi musicali tra loro e a collaborare anche con artisti di estrazione jazzistica, latino-americana e di musica etnica come Vinicius Cantuaria, Rosalia de Souza, Maria Pia de Vito e tanti altri,
influenza notevolmente il suo modo di comporre e di produrre musica.
Saltuariamente tiene seminari in istituti, scuole, conservatori, continuando comunque ad esprimersi preferibilmente nei concerti dal vivo. Ha collaborato con molti artisti, tra cui Ray Mantilla, Jack Walrath, Pastaboys, Rosalia De Souza, Silvia Donati, Giancarlo Bianchetti, Francesca Touré, Neffa, Rogerio Tavares e Parto delle Nuvole Pesanti.
Contrabbassista diplomato, bassista e batterista specializzato in molteplici generi musicali dal repertorio classico, jazz, pop, rock, latin, ha collaborato con artisti di calibro internazionale quali Lucio Dalla, Jovannotti, Stefano Battaglia, Javier Girotto, Mario Féres, Sandra Rehder, Tom Kirkpatrick, Cynthia Bland, Gino Paoli, Massimo Ranieri, Alice, Battiato, Samuele Bersani, Niccolò Fabi, La Cruz, Morgan, Antonella Ruggero, Ricky Gianco, Finardi e molti altri. E’ docente di basso elettrico, batteria, contrabbasso, lettura ritmica, musica d’insieme pop-rock presso la Scuola di musica “Sarti”.
femminismi
diritti, uguaglianza, differenze, identità, libertà
Forlì, 23-26 ottobre 2024
sabato 19 ottobre, ore 21
concerto gratuito, Sala San Luigi
CAUSA ALLERTA METEO
“Maria, che mescola dolore e allegria…”
con: Nilza Costa (voce), Paola Sabbatani (voce), Daniele Santimone (chitarra, arrangiamento), Maurizio Piancastelli (tromba, flicorno), Roberto “Red” Rossi (batteria), Tiziano Negrello (contrabbasso)
mercoledì 23 ottobre, ore 17
Sala del Consiglio Provinciale (p.zza Morgagni 9)
Apertura 900fest – Saluti delle autorità
“Il femminismo della libertà: Carla Lonzi”
Con Annarosa Buttarelli
ore 20.30 (Biblioteca Gino Bianco, via Duca Valentino, 13a)
proiezione del documentario su Anita Garibaldi
La versione di Anita
Intervengono Paola Salvatori e il regista Luca Criscenti
(posti limitati; richiesta prenotazione a info@alfredlewin.org)
giovedì 24 ottobre, ore 9.30
Sala del Consiglio Provinciale (p.zza Morgagni 9)
Alle origini
Olympe de Gouges con Thomas Casadei e Franca Zanelli Quarantini
Le suffragette e la questione dei diritti politici delle donne con Orsetta Giolo
Anna Kuliscioff con Marina Cattaneo
ore 15.30
Basta lacrime. Storia di una femminista
con Alessandra Bocchetti
ore 17
Storie di donne e femministe
con Luisa Passerini
venerdì 25 ottobre, ore 9
Sala del Consiglio Provinciale (p.zza Morgagni 9)
Le battaglie degli anni Settanta
con Pia Locatelli, Vicky Franzinetti, Raffaella Poletti
ore 11
Che cosa sono i femminismi oggi? Dialogo sul transfemminismo
con Marie Moïse e Maria Paola Patuelli
ore 15
Il maschilismo nelle religioni
con Lucetta Scaraffia, Tamar Herzig, Sara Borrillo
coordina Roberto Carnero (Università di Bologna)
ore 17
La rivoluzione gentile non è più gentile
Cristina Gramolini e Stella Z. Pirola
sabato 26 ottobre, ore 9.30
Sala del Consiglio Provinciale (p.zza Morgagni 9)
Donne e uomini contro la violenza:
l’esperienza di Centro Trattamento uomini Maltrattanti,
Liberiamoci della Violenza e Centro Donna
con Andrea Spada, Daniele Stumpo, Giulia Civelli
ore 11
Il maschio e la violenza
con Edoardo Albinati e Alberto Leiss
coordina Gian Paolo Castagnoli (giornalista Corriere di Romagna)
ore 15
Maternità e libertà
con Nadia Maria Filippini e Adele Lebano
ore 17
Donna si nasce? Prospettive sul femminismo
con Adriana Cavarero e Olivia Guaraldo
in dialogo con Adriano Sofri e Wlodek Goldkorn
Dal 23 al 26 ottobre, presso la Sala del Consiglio Provinciale verrà allestita la mostra
“Custodire per trasmettere. Testimonianze sui femminismi negli anni Settanta a Forlì”
a cura del Gruppo di ricerca femminismi Forlì.

ore 20.45 (sala San Luigi)
monologo di Luigi D’Elia su don Milani e la scuola
ingresso gratuito
Un ragazzo ricco, sorridente e pure bello. In lotta con la scuola e la sua famiglia. I domestici di casa lo chiamano “signorino”, e a lui non va giù. Ma è un figlio di papà che, mentre i ragazzi della sua età vanno a combattere per Mussolini, studia da pittore. Eppure, sotto le bombe dell’estate del ‘43 lascia la sua bella e comoda vita per farsi prete, senza immaginare che quasi quindici anni dopoverrà esiliato in mezzo ai boschi dell’Appenino toscano dalla sua stessa Chiesa. Ma proprio lassù questo ragazzo ricco, sorridente e pure bello darà vita – con pochi ragazzi di mezza montagna – al miracolo della Scuola di Barbiana, diventando il maestro più rivoluzionario, dinamitardo e rompicoglioni del dopoguerra italiano: don Lorenzo Milani.
La storia di Lorenzo, prete, maestro e uomo, è scritta a quattro mani da Francesco Niccolini e Luigi D’Elia, un racconto che parla agli adulti dopo quattro narrazioni premiate tra i migliori lavori del teatro ragazzi italiano negli ultimi anni. È la storia di una scuola nei boschi, dove si fa lezione tra i prati e lungo i fiumi, senza lavagna, senza banchi, senza primo della classe e soprattutto senza somari né bocciati. Lassù c’è tutto il tempo che serve per aspettare gli ultimi.
Una storia raccontata da Luigi D’Elia, un artigiano della narrazione e un educatore ambientale. Luigi D’Elia, con i bambini, i ragazzi e le maestre ci lavora da oltre quindici anni tra la natura e i banchi di scuola.
“Cammelli a Barbiana” è un racconto a mani nude, senza costumi e senza scena. Un racconto duro, amaro, ma allo stesso tempo intessuto di tenerezza per quel miracolo irripetibile che è stata la scuola di Barbiana, e con tutta la sorpresa negli occhi di quei ragazzi dimenticati che, un giorno, videro un cammello volare sulle loro teste.

Luigi D’Elia, autore, attore, scenografo. Ha portato in scena la stagione d’oro di Jack London, l’amore senza paura di Don Milani, lupi, naufragi, foreste e storie selvagge. Soprattutto storie selvagge.
Si è formato in natura prima in progetti di conservazione e narrazione dei luoghi poi nell’ambito di un lunga residenza artistica che si è svolta per numerose stagioni tra diversi teatri e la Riserva Naturale di Torre Guaceto, in Puglia. Da questo luogo e da questa esperienza sono nati incontri e altre formazioni sempre in simbiosi tra teatro, arti visive e cura dei luoghi naturali.
Dalla sua ricerca sono nati spettacoli, eventi di attraversamento poetico dei luoghi, progetti d’arte pubblica, festival, pubblicazioni, progetti di forestazione partecipata.
Da oltre dieci anni collabora stabilmente con Francesco Niccolini. I due autori lavorano insieme dal 2009 quando senza contributi, senza un teatro e senza nemmeno volerlo, hanno fatto il loro primo spettacolo. Da lì hanno scoperto e continuato a nutrire un modo di fare teatro e libri per l’infanzia e i giovani che li lega nel loro rapporto verso l’arte e verso la terra e che li ha portati a produrre cinque narrazioni premiate tra i migliori lavori del teatro ragazzi italiano degli ultimi anni: “Storia d’amore e alberi”, “La Grande Foresta”, “Aspettando il vento”, “Il giardino delle Magie”, “Zanna Bianca”, sono il frutto di questa intesa silenziosa e serena. Insieme hanno vinto il Premio Eolo con “La Grande Foresta” (Migliore novità 2013) e “Zanna Bianca” (Migliore spettacolo 2019) e per tre volte il Festival Festebà di Ferrara (2011, 2013, 2019). Il libro illustrato “Aspettando il vento” (Becco Giallo 2014) tratto dall’omonimo spettacolo è stato finalista al Premio Andersen di Letteratura per l’Infanzia. Hanno raccontato in Italia, Svizzera, Spagna, Cile, in italiano e in spagnolo.
Nel 2016 hanno realizzato la narrazione per un pubblico adulto “Cammelli a Barbiana”, sull’esperienza della scuola di Barbiana di Don Milani e lo spettacolo è stato trasmesso in diretta nazionale su Radio Rai 3 il 26 giugno 2017 in occasione della morte del priore di Barbiana. Il testo dello spettacolo è stato pubblicato da Erasmo Edizioni nel 2017. Nel 2019 Mondadori ha pubblicato “Il lupo e la farfalla”, un romanzo di Francesco Niccolini nato dallo spettacolo “La Grande Foresta”. Sempre nel 2019 Cuepress ha pubblicato “Della natura selvaggia-Il Teatro nel bosco di Luigi D’Elia e Francesco Niccolini”, un’antologia a più mani dedicata alla ricerca sul racconto della natura dei due autori.
L’ultimo lavoro insieme è “Moby Dick” dal romanzo di Herman Mellville, una produzione Arca Azzurra Produzioni per la regia di Emanuele Gamba.
E’ costruttore degli oggetti scenici di tutti i suoi spettacoli e ha esposto le sue opere in numerose mostre personali e collettive. Con Antonio Catalano ha costruito nel 2010 “Il popolo del mare”, assemblando i frammenti approdati sulla riva del mare lungo un inverno nella Riserva di Torre Guaceto. Nel 2012 ha recuperato, pulito, selezionato e accatastato le parti lignee della motovedetta albanese Kater I Rades naufragata nel canale d’Otranto nella strage del Venerdì Santo. Con questi ha realizzato nel 2014 la scena dello spettacolo “Kater I Rades, secondo movimento”.
Studia e ricerca sui temi dell’incontro libero tra natura e infanzia e lavora da oltre quindici anni in progetti con bambini, ragazzi e formatori. E’ promotore e coordinatore di un Tavolo docenti sui diversi linguaggi per l’educazione ambientale. Ha fatto nascere dai suoi spettacoli il progetto di forestazione partecipata “Un bosco in paradiso” attualmente attivo con due boschi che crescono con la collaborazione delle comunità locali.
La nuova compagnia che sviluppa la sia ricerca si chiama INTI e porta il nome del Dio del Sole delle popolazioni Inca. L’ultima produzione è stata lo spettacolo per un pubblico adulti “Preludi all’amore, paesi, sogni, stagioni”, un ritratto neorealista e magico della gente delle campagne del Salento, insieme al gruppo musicale Bevano Est. Lo spettacolo è pubblicato come CD audio nel 2020 con il titolo “Cinque racconti di fine estate”. Come regista e attore non in scena ha curato lo spettacolo “The Show” di Manuela De Meo con l’attrice Elisa Denti, produzione Sementerie Artistiche.
DICONO DELLO SPETTACOLO
Un racconto a mani nude e senza scena.
Sabina Leonetti, Avvenire
Luigi D’Elia ci ha fatto vivere il maestro in azione.
Chapeau!
Anna Maria Matricardi, Cooperazione Educativa
Eccellenti doti narrative dell’interprete brindisino.
Daniele Rizzo, Perinsala
testo integrale
D’Elia ha quella grazia affabile alla quale ti puoi affidare, ti puoi sciogliere perché sai di essere in buone mani.
Tommaso Chimenti, Recensito
testo integrale
Il messaggio arriva diretto agli spettatori: in questo modo anch’essi, guardando in cielo,possono vedere le nuvole trasformarsi in cammelli.
Mario Bianchi, Eolo
testo integrale
Un lavoro che emoziona e racconta, descrive ed evoca, spiazza con la tragedia ma poi fa sorridere con l’autoironia.
Marco Fratoddi, Eco – l’educazione sostenibile
Un testo che sembra scolpito nel legno, con scarti, luci e ombre, che gioca a togliere tutto ciò che non è necessario senza scivolare mai nel banale o nel compiacimento.
Mailè Orsi, Persinsala
testo integrale
Un lavoro d’attore che ci fa capire che la conoscenza del proprio mestiere e la trasposizione di un messaggio consapevole possono fare la differenza fuori e dentro la scena.
Liliana Tangorra, PAC paneacquaculture
Testo integrale
ALTRI CONTRIBUTI E APPROFONDIMENTI
L’audio della diretta di Radio Rai 3 (26 giugno 2017, anniversario della morte di Don Milani per il Teatro di Radio3):
Il servizio completo di Retroscena – TV2000 del 10 gennaio 2017 sullo spettacolo CAMMELLI A BARBIANA. Con Luigi D’Elia e Sandra Gesualdi (Fondazione Don Lorenzo Milani). DAL MINUTO 17
Dallo spettacolo è nata la biografia per Mondadori LA SCUOLA PIÙ BELLA CHE C’È (Maggio 2023). Lo spettacolo può essere abbinato alla presentazione del libro o alla presenza di un banchetto dei libri con il coinvolgimento della casa editrice e di una libreria.
Dallo Stato liberale allo Stato fascista alla Repubblica \ Mussolini e la Romagna \ I tre amici della vallata: Mussolini, Arpinati, Bombacci (il socialista, l’anarchico, il comunista) \ Dall’assalto a Palazzo D’Accursio alla scelta antifascista. La vicenda di Leandro Arpinati \| Due diplomatici all’avvento del fascismo: Raniero Paulucci di Calboli e Giacomo Barone Russo \ Il primo antifascismo in Romagna: l’Uli, il Pil, Tonino Spazzoli e i Generali inglesi \ I padroni del vapore e il fascismo \ Come fu possibile? Neutralismo, interventismo e avvento del fascismo \ Il decennio dell’antifascismo e la letteratura impegnata \ Cos’è il fascismo? \ Il modello fascista. Si può parlare di fascismo oggi? \ Il mondo dopo l’Ucraina \ L’Ucraina e l’Europa \ Fascismi e internazionalismo democratico
900fest è un festival di storia organizzato dalla Fondazione Alfred Lewin e da altre realtà del territorio e patrocinato da Comune e Regione, che vuole guardare al passato, ma al contempo interrogarsi sul presente.
Purtroppo, causa Covid, siamo costretti a rimandare il concerto previsto per il 21 ottobre.
Il concerto si terrà il 7 dicembre prossimo presso Sala San Luigi (Forlì, via Luigi Nanni, 14), alle 21.00. L’ingresso è libero.


I codici sono:
Modulo 1: “Stato fascista e Stato repubblicano” cod. n. 76542
Modulo 2: “Il modello fascista” cod n. 76543
L’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della Provincia di Forlì-Cesena è parte della Rete degli istituti associati all’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri” (ex Insmli) riconosciuto agenzia di formazione accreditata presso il Miur (L’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri” con la Rete degli Istituti associati ha ottenuto il riconoscimento di agenzia formativa, con DM 25.05.2001, prot. n. 802 del 19.06.2001, rinnovato con decreto prot. 10962 del 08.06.2005, accreditamento portato a conformità della Direttiva 170/2016 con approvazione del 01.12.2016 della richiesta n. 872 ed è incluso nell’elenco degli Enti accreditati).


900fest è organizzato da: Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Forlì-Cesena, Fondazione Alfred Lewin, Anpi Forlì-Cesena, Associazione Mazziniana Italiana Sezione “G. Bruno” di Forlì, Associazione Olof Palme, Associazione Luciano Lama, Cooperativa Ricreativo Culturale Alessandro Balducci – Forlì, Cgil Forlì, Circolo Acli Lamberto Valli, Cisl Romagna, Uil Forlì, Arci Forlì, Endas Forlì, Unione degli Universitari Forlì, Rivista Una Città, Associazione Culturale Tonino e Arturo Spazzoli, Fondazione Roberto Ruffilli, Fiap (Forlì), Forlì Città Aperta.
in collaborazione e con il patrocinio di: Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, Provincia di Forlì-Cesena, Forlì città universitaria di arte, cultura e sport – Università di Bologna – Dipartimento di interpretazione e traduzione, Atrium, Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Fondazione Anna Kuliscioff, Auser Forlì, Sala San Luigi
Pietro Adamo, Michele Battini, Patrizia Dogliani, Wlodek Goldkorn, Fabio Levi, Marie-Anne Matard-Bonucci, Paola Salvatori, Nadia Urbinati, Michael Walzer
Legacoop, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Assicoop Romagna Futura-Unipol Sai
ore 16, Salone comunale
Apertura 900fest – Saluti delle autorità
Bochra Belhaj Hmida, avvocata e femminista tunisina, già deputata
Giuliana Sgrena, giornalista
Sapeda, attivista afghana
Cinzia Sciuto, filosofa
Somayeh Haghnegahdar, filmmaker iraniana
Tiziana Dal Pra, attivista e fondatrice Trama di Terre
Jamila Hassoune, libraia marocchina
Maria Cristina Rossi, Coordinamento Italiano di Sostegno alle Donne Afghane
Coordina: Raffaella Baccolini
ore 21 (sala San Luigi)
monologo di Luigi D’Elia su don Milani e la scuola
ore 9.30-12, Salone comunale
“Sulla permanente attualità di Dewey. Dal modello alle prassi”, Alessandro Mariani
“La ‘scuola-città’ Pestalozzi”, Tommaso Codignola
“Il villaggio italo-svizzero di Margherita Zoebeli”, Carlo De Maria
“Salvemini e le scuole rurali”, Carla Xodo
“I Cemea e l’educazione nuova” Gianfranco Staccioli
Coordina Michele Battini
Ore 15, Salone comunale
Fabio Levi, Manuele Gianfrancesco
ore 17, Salone comunale
Claudio Giunta e Paola Traversa
ore 21 (sala San Luigi)
(regia di Flavio Ricci)
Documentario sui Maestri di Strada
Introduce Cesare Moreno
ore 9.30-12.30, Salone comunale
“I maestri di strada di Napoli”, Cesare Moreno e Santa Parrello
“Scuole aperte tutto l’anno”, Filomena Massaro
“La scuola by piedi”, Guido Armellini
“La scuola Penny Wirton di Forlì, insegnanti volontari”, Massimo Tesei
ore 16, Salone comunale
Marco Oberti, Moris Triventi, Anne Marie Rumeo
ore 9.30 – 12, Salone comunale
Gianluca Argentin, Fiorella Farinelli, Orazio Giancola, Fabio Minazzi
Coordina Wlodek Goldkorn
Ore 15.30 – 18.30, Salone comunale
Adolfo Scotto di Luzio, Giovanni Cominelli, Anna Maria Ajello, Cesare Moreno
Coordina Wlodek Goldkorn
900fest è organizzato da
Fondazione Alfred Lewin, Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Forlì-Cesena, Anpi Forlì-Cesena, Associazione Mazziniana Italiana Sezione “G. Bruno” di Forlì, Ass. di cultura e promozione sociale Olof Palme, Associazione Luciano Lama, Cooperativa Ricreativo Culturale Alessandro Balducci – Forlì, Cgil Forlì-Cesena, Circolo Acli Lamberto Valli, Cisl Romagna, Uil Forlì, Arci Forlì, Endas Forlì, Rivista Una città, Associazione Culturale Tonino e Arturo Spazzoli, Fondazione Roberto Ruffilli, Fiap (Forlì), Forlì Città Aperta, ass. Women, Cidi di Forlì
in collaborazione e con il patrocinio di
Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, Provincia di Forlì-Cesena, Forlì città universitaria di arte, cultura e sport, Università di Bologna, Dipartimento di interpretazione e traduzione, Atrium, Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Fondazione Anna Kuliscioff, Auser Forlì, Sala San Luigi
con il contributo di
Fondazione Cassa dei risparmi di Forlì, Legacoop Romagna, Assicoop
Comitato scientifico:
Pietro Adamo, Michele Battini, Patrizia Dogliani, Wlodek Goldkorn, Fabio Levi, Marie-Anne Matard-Bonucci, Paola Salvatori, Nadia Urbinati, Michael Walzer.
Palazzo Romagnoli (via Albicini, 12)
di Valentino Misino
introduce Paola Salvatori
Francia, 2022
durata: 52 minuti
in francese con sottotitoli in italiano
Roma, 31 ottobre 1922. Le camicie nere di Mussolini marciano per le strade della città. Tra queste: Ernesto Alvino, giovane corrispondente
della città di Lecce per il giornale fascista “Il Popolo d’Italia”, e Ines Donati, attivista e studentessa d’arte. Entrambi hanno vent’anni.
Il loro ideale rivoluzionario ha appena trionfato: il fascismo, infatti, ha occupato Roma con la forza.
Eppure, appena tre giorni prima, queste stesse camicie nere, impotenti, attendevano impotenti sotto la pioggia, bloccate alle porte chiuse della
capitale, mentre Benito Mussolini otteneva l’incarico di Primo Ministro grazie ad un’abile negoziazione politica, condotta dietro le quinte.
Solo a seguito del successo dell’operazione, il Duce riscrive la storia e fa del 28 ottobre, data di una fallita conquista militare, il giorno ufficiale della marcia su Roma e della sua presa di potere. Il seguito delle storie di Ines Donati e di Ernesto Alvino ha un gusto amaro: la prima viene portata via dalla malattia, il secondo è espulso dallo
stesso sistema fascista, che vedeva il suo impegno ed entusiasmo giovanile come eccessivi.
Qual è la vera storia della marcia su Roma? Perché l’Italia è rimasta passiva e impotente dinanzi all’ascesa del fascismo e alla radicalizzazione dei suoi giovani? In occasione del centenario della marcia su Roma, “Operazione: marcia su Roma” getta una nuova luce su questo evento.
Valentino Misino, regista-produttore e attore attivo tra Los Angeles, Parigi e Roma, è collaboratore di Luce Cinecittà per il festival del cinema italiano di Los Angeles, Cinema Italian Style. Ha conseguito un Master in regia e produzione presso la prestigiosa USC School of Cinematic Arts di Los Angeles, scuola che annovera tra i suoi studenti illustri George Lucas e ad honorem Steven Spielberg.
Pagina Imdb
Contrattista di ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e Docente a contratto in Comunicazione storica presso l’Università Roma Tre.
ore 21.00 – sala San Luigi, Via Luigi Nanni, 14
Canzoni contro le dittature e per la libertà – ingresso libero
(concerto inizialmente previsto il 21 ottobre, rimandato causa Covid al 7 dicembre)
Da Calice di Chico Buarque e Milton Nascimento, scritta nel 1973, in cui il titolo ha in portoghese un secondo significato, ovvero Stai Zitto, con una ferma condanna alla censura della dittatura che limita la libertà di espressione, a Gallo rojo gallo negro,una delle canzoni più famose di Chico Sánchez Ferlosio, cantautore, poeta e compositore spagnolo antifascista e antifranchista, diventata uno degli inni della resistenza contro la dittatura in Spagna.
Da Pippo non lo sa, del Trio Lescano, costituito da tre sorelle olandesi naturalizzate italiane, ebree per parte di madre, canzone censurata perché ridicolizzava un gerarca fascista, a Nel 22 sognavo già l’amore con testo di Dario Fo, piccolo gioiello antifascista.
Da Alabama song, nata dalla collaborazione tra il drammaturgo Brecht ed il musicista Kurt Weill per l’opera “Ascesa e caduta della città di Mahagonny” a I walk a little faster, di Carolyn Leigh e Cy Coleman, bellissimo brano jazz. La musica jazz, nata negli Stati Uniti all’inizio del Novecento, investì l’Europa a partire dagli anni Venti, trovando un vasto successo nel pubblico. Fu però osteggiata dalla critica fascista e subì una pesante censura, in particolare dopo le leggi razziali del 1938, in quanto considerata dal regime musica “negroide e semitica”.
E poi le canzoni di Vladimir Vysosky, cantaurore russo, voce potente e dolente, infiammata, incisa su musicassette mal registrate dal vivo. Un musicista ancorato alla tradizione innamorato del jazz, che dispone solo della sua chitarra. Un intellettuale nel cuore delle masse che per il Potere è un fastidioso guitto. Un grande artista contemporaneo, sepolto in una brutta tomba, sulla quale non mancano mai i fiori e i pensieri del suo popolo.
E altre ancora…
Il concerto è una produzione del 900fest, i brani sono tutti eseguiti in arrangiamenti originali per un quintetto di musicisti provenienti da esperienze eterogenee, dal jazz alla musica classica alla musica popolare. Questa la formazione:
Paola Sabbatani – voce
Roberto Bartoli – contrabbasso e cori
Tiziano Negrello – percussioni e cori
Maurizio Piancastelli – tromba e cori
Daniele Santimone – chitarra e cori
Cantante, compositrice e autrice. Dal 1990 al 2002 è parte del Teatro Due Mondi, impegnata in tour nazionali ed internazionali. Collabora con diversi attori, registi e istituzioni teatrali componendo e curando musiche di scena e formazione al canto. Tiene corsi e seminari presso varie realtà, tra cui l’Università di Ferrara e la Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli. Nel 2006 dà vita a un progetto con brani originali con musicisti di formazione jazz tra cui Stefano e Patrizio Fariselli, con i quali realizza il cd Vite andate. Nel 2007 è finalista
al Premio Lumezia, sezione autore. Nello stesso anno crea con il contrabbassista Roberto Bartoli Non posso riposare, concerto-spettacolo di riproposizione di canti di lotta, di lavoro e d’amore, da cui il cd/dvd omonimo considerato dal quotidiano “la Repubblica” uno degli eventi musicali più importanti del 2007. Nel 2009 realizza, in duo con Roberto Bartoli, la colonna sonora del documentario “Quando l’anarchia verrà – Cento anni di movimento” per la trasmissione RAI “La Storia siamo noi”. Da pochi mesi è uscito per edizioni Una città il cd Libertà e malinconia di cui firma testi e musica, che sta ottenendo molti consensi di pubblico e critica.
Contrabbassista e compositore, ha collaborato con numerosi musicisti tra cui Steve Grossman, Paolo Fresu, GianLuigi Trovesi, Gabriele Mirabassi, Mario Brunello, Marco Tamburini, Antonio Marangolo e Luciano Biondini, partecipando a festival internazionali in Italia, Francia, Svizzera, Austria, Germania, Belgio, Spagna, Portogallo, Slovenia, Croazia, Russia, Bulgaria, Libano, Tunisia, Etiopia.
Ha presentato al Teatro alla Scala di Milano alcune composizioni originali dedicate a Bèla Bartòk. È autore delle musiche per diversi lavori teatrali, tra gli altri di Elena Bucci, Enzo Vetrano e Stefano Randisi.
Molte sue composizioni sono state trasmesse nelle programmazioni di Radio3 Rai.
Molto attivo nel campo della didattica, ha insegnato al Conservatorio di musica di Addis Abeba (Etiopia). È docente di contrabbasso e didattica d’insieme presso la Nuova scuola di musica – Vassura Baroncini di Imola, dove dirige anche l’orchestra degli allievi. Ama la musica di Bach, il folk di Woody Guthrie e di Bob Dylan, il blues di Laura Dukes e quello di John Mayall, la canzone napoletana di Roberto Murolo e tutto il jazz, da Armstrong a Miles, da Bill Evans a Charlie Haden, maestro e ispiratore.
Contrabbassista diplomato, bassista e batterista specializzato in molteplici generi musicali dal repertorio classico, jazz, pop, rock, latin, ha collaborato con artisti di calibro internazionale quali Lucio Dalla, Jovannotti, Stefano Battaglia, Javier Girotto, Mario Féres, Sandra Rehder, Tom Kirkpatrick, Cynthia Bland, Gino Paoli, Massimo Ranieri, Alice, Battiato, Samuele Bersani, Niccolò Fabi, La Cruz, Morgan, Antonella Ruggero, Ricky Gianco, Finardi e molti altri. E’ docente di basso elettrico, batteria, contrabbasso, lettura ritmica, musica d’insieme pop-rock presso la Scuola di musica “Sarti”.
Ha studiato Tromba e Didattica della Musica presso il Conservatorio di Bologna, e si occupa di musica a tempo pieno dal 1984, maturando esperienze in differenti ambiti musicali.
Nella musica leggera italiana dal 1988 ha avuto modo di collaborare stabilmente con artisti come Andrea Mingardi, Lucio Dalla e gli Stadio, principalmente in situazioni live.
Contemporaneamente ha approfondito la conoscenza del jazz e delle musiche etniche e popolari, suonando con piccole formazioni e big band in club e rassegne nel territorio nazionale.
Nel 1997 ha fondato e diretto per diversi anni la “AMR Big Band”, una orchestra di 20 elementi attiva nel territorio romagnolo.
Come libero professionista ha più volte fatto parte di gruppi e orchestre di musica d’uso nell’ambito di trasmissioni televisive delle reti RAI e Mediaset.
Conta anche svariate collaborazioni nell’ambito della produzione musicale per il teatro e la danza contemporanea.
A livello discografico ha partecipato ad una quarantina di dischi, sia in qualità di turnista in ambito pop che in piccole produzioni indipendenti di jazz e musica d’autore.
Chitarrista, compositore. Diplomatosi col massimo dei voti al Berklee College of Music di Boston e al Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo, ha collaborato con diversi musicisti di rilievo nel panorama jazzistico nazionale e internazionale tra cui Giulio Capiozzo, Ares Tavolazzi, Marco Tamburini, Jimmy Owens, Billy Hart, Cameron Brown, Joe Magnarelli, Jesse Davis, Karl Potter, Roberto Gatto, Marcello Tonolo, Pietro Tonolo, Dario Deidda e Fabrizio Bosso.
Attivo in diversi ambiti stilistici, si è esibito in importanti rassegne musicali a livello internazionale con artisti quali Eumir Deodato, Pee Wee Ellis, Patrizia Laquidara, Mario Biondi, Ricky Gianco, Jarrod Lawson, Glenn Jones.
La sua discografia comprende diversi lavori come sideman, leader e co-leader.
È docente di Chitarra Jazz presso il Conservatorio “Frescobaldi” di Ferrara e dirige da diversi anni l’ensemble Jazz della Scuola di Musica “G. Sarti” di Faenza (RA).
ore 20.45 – sala San Luigi, Via Luigi Nanni, 14 Forlì
proiezione documentario sul massacro nazista di Babi Yar (Ucraina) del 1941
(ingresso gratuito)
(Serhiy Bukovsky, 2006)
Ucraina, 2006
durata: 90 minuti
In lingua originale con sottotitoli in italiano
Il documentario, prodotto da Steven Spielberg e Victor Pinchuk, è realizzato con testimonianze raccolte nell’Usc Shoah Foundation Institute Archive e materiali girati nell’Ucraina contemporanea.
Un brano sul documentario dal sito Jewish Film Institute:
Sergey Bukovsky è uno dei principali documentaristi ucraini, con oltre 50 opere all’attivo. Il suo nuovo documentario impressionistico esplora la fragile eredità dell’Olocausto in Ucraina, ricavata dalle testimonianze dei sopravvissuti e dei soccorritori conservate presso l’USC Shoah Foundation Institute for Visual History and Education. È una storia che è stata quasi cancellata dal tempo e dalle forze politiche; per recuperarla, Bukovksy combina immagini contemporanee e filmati sovietici della Seconda Guerra Mondiale in un mix visivamente poetico di storia ebraica, testimonianza personale, società post-sovietica e Ucraina contemporanea. Bukovsky accompagna lo spettatore in un viaggio di scoperta mentre, insieme a diversi studenti ucraini, assorbe le testimonianze di chi è sfuggito all’esecuzione (anche nella famigerata fossa comune di Babi Yar) e di chi ha salvato amici e vicini.
ore 20.45 – sala San Luigi, Via Luigi Nanni, 14 Forlì
Proiezione documentario sull’Holodomor.
Ingresso gratuito
(Serhiy Bukovsky, 2008)
Ucraina, 2008
durata: 76 minuti
In lingua originale con sottotitoli in italiano
Il documentario si basa sulle testimonianze di ucraini sopravvissuti alla grande carestia (Holodomor) del 1932-33. Racconta anche la storia del giornalista britannico Gareth Jones, i cui resoconti sulla tragedia ucraina rimasero a lungo inascoltati in Occidente.
Estratto di una lettera aperta di Sherhiy Bukovsky del 2022:
14 anni fa, io e la mia troupe abbiamo realizzato il film “The Living” sulla carestia ucraina -l’Holodomor- del 1932-33, il genocidio del popolo ucraino commesso dalla Russia con il sostegno silenzioso della maggioranza della popolazione. Nel corso delle nostre approfondite ricerche, abbiamo scoperto che le ambasciate dei Paesi stranieri informavano i loro governi su quanto stava accadendo in Ucraina. Le prove includono estratti dei documenti ascoltati nel nostro film nelle loro lingue originali: italiano, francese e polacco.
Il giornalista gallese Gareth Jones ha pagato con la vita il fatto di aver raccontato questa atrocità all’Europa e all’America. Ma nessuno ha voluto ascoltare.