Anticipazioni di 900fest 2018

900fest -Festival di Storia del Novecento –

V edizione (dal 24 al 27 ottobre 2018)

ITALIA 1938 EUROPA 2018

Razzismo, xenofobia, crisi della cittadinanza

“Ma quello che più mi ha colpito è stato vedere, nel 1945, quando cioè tutto era tornato normale, l’incredibile quantità di gente antifascista che c’era in giro, professori, persone dotte, comunisti, socialisti, azionisti, gente di tutti i tipi, e che, di nuovo, non ci sia stato uno solo di loro che abbia detto una parola per un amico o per un collega costretto a partire. Perché?”. (Vittorio Foa)

Nel 2018, nell’80mo del varo delle leggi razziali fasciste, la prima parte del Festival sarà dedicata all’approfondimento di questo evento. Apriremo con una sessione sulla “grande colpa” italiana. Tullia Catalan ci parlerà della promulgazione delle leggi antiebraiche; Anna Foa, nel ricordo del padre Vittorio, parlerà dell’amnesia collettiva che sembrò colpire gli italiani all’indomani della caduta del regime; Michele Battini ci aiuterà a capire perché la “Norimberga italiananon fu mai celebrata.

Nelle giornate seguenti si discuterà delle “premesse” e degli stereotipi sottesi all’ideologia antisemita. Tratteremo inoltre il tema del rapporto tra Fascismo e leggi razziali all’interno di una riflessione sull’antisemitismo italiano. Marie-Anne Bonucci-Matard, Alberto Cavaglion, Patrizia Dogliani, Guri Schwarz e Paola Salvatori si confronteranno attorno alla domanda: la legislazione del 1938 rappresentò una svolta o una continuità nella storia del fascismo? L’antisemitismo era consustanziale al fascismo o fu adottato in chiave strumentale per costruire un “nemico interno” e rafforzare il regime?

La seconda sessione di 900fest verterà invece sull’attualità. Si parlerà dello stato di salute della democrazia in Europa, in particolare in Ungheria e Polonia; ma anche del tema del multiculturalismo e del rischio che una malintesa sensibilità multiculturale si trasformi in “cecità morale”. Abbiamo invitato alcune donne ungheresi, polacche, inglesi impegnate contemporaneamente nella lotta al sessismo e al razzismo.

Laura Balbo ed Ernesto Galli Della Loggia, moderati da Alessandro Cavalli, dibatteranno a partire dalla domanda: “Siamo razzisti?”.

 

Cosmopolitismo e tribù”

L’ultimo giorno del Festival sarà dedicato al tema “Cosmopolitismo e tribù”. In un mondo sempre più globale e interconnesso come rispondere alle sfide poste dall’incontro con culture e religioni diverse? Come tenere assieme l’aspirazione a essere cosmopoliti, a rispettare un’etica universalista con il bisogno incomprimibile di far parte di una comunità, di mantenere le proprie abitudini, di avere un heimat, una “piccola patria”?

Essere cosmopoliti, sostiene Appiah, significa credere che i cittadini abbiano delle responsabilità l’uno verso l’altro. Pertanto tutti sono importanti, tutti contano, non solo i membri della mia polis, della mia nazione; essere cosmopoliti significa avere a cuore la giustizia globale, l’ambiente. Il senso di una sorta di destino umano condiviso forse non è mai stato così forte.

Ma cosa succede se, come ben spiega Wolfgang Merkel, che sarà nostro ospite, la frattura cosmopoliti vs comunitaristi diventa anche una frattura sociale; se il cosmopolitismo diventa “la coscienza di classe dei viaggiatori assidui” (come l’ha provocatoriamente definito Craig Calhoun), se cioè i cosmopoliti diventano i vincenti della globalizzazione, mentre i comunitaristi, che spesso sono coloro che quotidianamente si trovano a che fare con le piccole e grandi seccature dell’alterità, ne sono i perdenti?

La parola “comunità” ha ancora un senso a sinistra? E la parola “Stato”? E i confini nazionali, così sollecitati dai fenomeni migratori, fino a che punto vanno preservati?

Come interpretare oggi la vocazione “internazionalista” della sinistra? Michael Walzer, in un recente intervento su “Nation” ha proposto una distinzione tra internazionalismo e cosmopolitismo. “L’internazionalismo assume l’esistenza di nazioni e lavora per creare alleanze e solidarietà attraverso i confini nazionali. Il cosmopolitismo mira ad abolire quei confini. La libera circolazione di capitali, merci e lavoro è un esempio di cosmopolitismo, ma non di internazionalismo…. La solidarietà con i compagni all’estero è la più antica definizione di internazionalismo di sinistra… Dove ci sono tiranni, sosteniamo i dissidenti. Sosteniamo i lavoratori che lottano per organizzare sindacati indipendenti; sosteniamo gli scrittori i cui libri non possono essere pubblicati nei loro paesi; sosteniamo le femministe che difendono l’eguaglianza di genere contro i regimi patriarcali; sosteniamo eretici e liberi pensatori minacciati da un fanatismo dominante…”.

Di questo e altro abbiamo invitato a parlare:

Michel Wieviorka, (La crisi dei modelli di cittadinanza), Julie Cooper (Identità e diaspora), Wolfgang Merkel (Cosmopoliti vs comunitari: la nuova divisione?), Lea Ypi (Migrazioni e cittadinanza nello Stato capitalista), Anne Phillips (Donne e multiculturalismo), Bashir Bashir (Cittadinanza e alterità dirompente), Melissa Williams (La cittadinanza come destino condiviso).

 

Filmdocumentari e spettacoli

Nel corso delle serate verranno alcuni film-documentari e uno spettacolo di letture.

Il discorso di Mussolini. Verrà proiettato il cinegiornale Luce sulla visita di Mussolini a Trieste del settembre 1938, nel corso della quale il duce annunciò in un discorso in piazza dell’Unità la decisione di adottare una legislazione razziale anti ebraica. A commentare i filmati sarà Fabio Levi, del Centro Internazionale Primo Levi.

Suss l’ebreo” (Veit Harlan, 1940). Gadi Luzzatto Voghera, del Centro di documentazione ebraica, introdurrà e commenterà questo importante documento di propaganda antisemita prodotto durante il regime nazista sotto la supervisione di Joseph Goebbels.

Stiamo infine lavorando alla produzione originale di uno spettacolo di letture, canzoni e musica sulla figura di Janusz Korczak.

Korczak, pedagogo, scrittore e medico polacco di origine ebraica, trascorse gli ultimi tre mesi di vita all’interno del ghetto di Varsavia. La mattina del 5 agosto 1942 fu deportato nel campo di sterminio di Treblinka insieme a tutti i bambini ospiti dell’orfanotrofio ebraico del ghetto, da lui diretto. Pare che i bambini abbiano intrapreso il viaggio con i loro abiti migliori, ordinati, mano nella mano. Il corteo era chiuso dallo stesso Korczak. Gli ufficiali nemici cercarono di trattenerlo, ma egli si rifiutò di abbandonare i suoi bambini. Morì durante il trasferimento, qualcuno disse di dolore. (Con Paola Sabbatani, Lelia Serra, Roberto Bartoli e Daniele Santimone)

Mostre

In occasione del Festival verrà allestita la mostra “L’offesa della razza. Razzismo e antisemitismo

dell’Italia fascista”: realizzata dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell’IBC Regione Emilia-Romagna, illustra con documenti d’epoca, il tema del razzismo e in generale dell’atteggiamento verso il “diverso” in epoca fascista.

Anteprima

Il 6 settembre, in occasione del concerto “Tra il Klezmer e l’anima ebraica” del duo Gurfinkel (Daniel e Alexander Gurfinkel), organizzato da Emilia Romagna Festival, Michele Sarfatti, della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, che da tanti anni si occupa delle leggi antiebraiche fasciste, terrà una conferenza intitolata “Ottanta anni fa, le prime leggi antiebraiche”.

Come puoi aiutarci

900fest è nato “dal basso”, come si usa dire, senza l’ambizione della grande kermesse culturale, ma con quella di offrire a giovani, insegnanti, studiosi, o semplici cittadini  occasioni per approfondire la storia del 900, offrendo strumenti e spunti che ci aiutino ad affrontare le sfide morali e politiche di un presente in cui è difficile orientarsi.

Nonostante l’impegno e la collaborazione degli enti locali, in primis il Comune e la Regione, e di alcuni sponsor e che gran parte dell’impegno sia svolto a titolo volontario, le spese sono ingenti, soprattutto per l’inevitabile respiro internazionale dell’iniziativa.

Per poter portare a termine la realizzazione del festival e garantire la copertura delle spese dell’edizione 2018 ci servono 5.000 euro.

Al di là dell’aiuto, di cui certo abbiamo bisogno, ci piace anche l’idea che innanzitutto i cittadini di Forlì, ma poi chiunque voglia sostenerci in giro per l’Italia, si senta in qualche modo partecipe e protagonista di quest’impresa.

In alternativa è possibile contribuire tramite bonifico bancario sul conto:

BANCA PROSSIMA FILIALE 00500 Piazza Paolo Ferrari 10 – MILANO IBAN IT 89 H 033 5901 6001 0000 0130 503
BIC BCITITMX
Intestato a Fondazione Alfred Lewin

Qualsiasi contributo, grande o piccolo che sia, è dunque benvenuto

Grazie

Il 900fest è realizzato da:

Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Forlì-Cesena, Fondazione Alfred Lewin, Anpi Forlì-Cesena, Associazione Mazziniana Italiana Sezione “G. Bruno” di Forlì, Cooperativa Ricreativo Culturale Alessandro Balducci di Forlì, Cgil, Cisl, Uil, Associazione Lama, Arci, Endas Forlì, Unione degli Universitari Forlì.

In collaborazione e con il patrocinio di:

Comune di Forlì, Regione Emilia Romagna, Provincia di Forlì-Cesena, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Insmli, Università di Bologna (Dipartimento interpretazione e traduzione), Masque Teatro.

Contribuiscono alla realizzazione di questa edizione:

Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Conad, LegaCoop, Assicoop, Emilia Romagna Festival.

Comitato scientifico

Michael Walzer, Nadia Urbinati, Maurizio Ridolfi, Marie-Anne Matard
Bonucci, Fabio Levi, Pietro Adamo, Patrizia Dogliani, Paola Salvatori.

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