Lelia Serra

SerraLelia Serra ha come principale attività nel mondo del cinema quella di interprete e tra i suoi lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film “La piccola A” (2009) di Salvatore D’Alia, Giuliano Ricci. Attualmente collabora con il Groupe Zur (Francia) e propone alcune letture sceniche, narrazione e corsi di formazione soprattutto sulla lettura ad alta voce.

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Francesca Gori

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Francesca Gori si occupa di storia sovietica e del dissenso nei paesi dell’Europa centro-orientale.
Tra i suoi lavori, la cura di “Dagli archivi di Mosca. L’URSS, il Cominform e il PCI, 1943-1951” (con Silvio Pons, 1998). Con Elena Dundovich ed Emanuela Guercetti ha curato “Reflections on the Gulag: With a documentary appendix on the Italian victims of repression in USSR” (2003). È autrice con Elena Dundovich del volume “Italiani nei lager di Stalin” (Laterza, 2006).

PAGINA SU EINAUDI

Martedì 13 ottobre. 10.00-12.00, Palazzo Romagnoli, GLI ULTIMI TESTIMONI 
La deportazione in Kazakistan della comunità italiana di Kerc durante lo stalinismo. Presentazione di videointerviste e foto a cura di Associazione Memorial Italia. Interviene con Giulia De Florio

Segnaliamo:
9788842079262

Maria Laura Lanzillo

lanzilloMaria Laura Lanzillo è professore associato confermato di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche “Roberto Ruffilli” dell’Università di Bologna (sede di Forlì) e coordinatrice del corso di laurea Magistrale di Mass Media e Politica.
Ha collaborato all'”Enciclopedia del pensiero politico” (a cura di R. Esposito e C. Galli, Laterza, 2000) e al “Manuale di storia del pensiero politico” (a cura di C. Galli, Il Mulino, 2001). I suoi temi di ricerca: la ricostruzione della storia del concetto di tolleranza in epoca moderna e contemporanea; la questione del nesso paura-sicurezza che struttura l’ordine politico moderno e  contemporaneo e le trasformazioni che tale nesso subisce in epoca globale; l’indagine storico-politica dedicata all’illuminismo europeo; la riflessione su alcuni nodi concettuali, quali libertà, uguaglianza e democrazia, del pensiero politico del XIX secolo e lo studio del pensiero politico prodotto dallo hegelismo francese a partire dagli anni 30 del XX secolo. Tra le sue pubblicazioni: “Libertà” (Laterza, 2014) e “Voltaire. La politica della tolleranza” (Laterza, 2000).

PAGINA ISTITUZIONALE

Giovedì 15 ottobre. 9.30-12.30, Palazzo Romagnoli, modera il convegno DONNE NEI TOTALITARISMI. Protagoniste, collaboratrici, testimoni

Segnaliamo:
lanzillo1
9788842086468

 

Daniela Piccari

Daniela Piccari è una cantante e attrice.
Nel 1980, laureata in lettere, si trasferisce in Danimarca per far parte del gruppo internazionale di teatro Farfa fondato da Iben Nagel Rasmussen e fa parte del Nordisk Teaterlaboratorium diretto da Eugenio Barba (Odin Teatret). Nel 1995, tornata in Italia, inizia la collaborazione con Accademia Perduta/Romagna teatri con lo spettacolo La Gazza Ladra. Dal 2005, a Forlì, inizia in veste di docente il progetto triennale “Teatro in Corso”, una scuola teatrale in collaborazione con il polo scientifico-didattico di Forlì dell’Università di Bologna, la Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì e Accademia Perduta/Romagna Teatri. Da gennaio 2009 è docente e coordinatrice del nuovo Biennio di Specializzazione in Discipline e Tecniche dello Spettacolo dal Vivo istituito a Forlì, presso la Fabbrica delle Candele, dall’Accademia di Belle Arti di Bologna.

PAGINA SU ACCADEMIAPERDUTA

Giovedì 15 ottobre. 15.00-17.00, Palazzo Romagnoli, Prigioniera di Stalin e di Hitler: Margarete Buber-Neumann

31 ottobre 2014


9.30, PALAZZO ROMAGNOLI (vai alla mappa) Convegno “La Grande Guerra e le origini dei totalitarismi in Europa”


Questa è la seconda sessione del convegno, dedicata al contesto europeo. Indagherà il rapporto che intercorse fra la Grande Guerra, le sue premesse, il quadro che ne uscì a livello internazionale, e la nascita delle dittature e dei totalitarismi che condussero alla Seconda guerra mondiale.

Seconda sessione:

Gian Enrico Rusconi (Università di Torino) Quali radici totalitarie sono rintracciabili nella guerra 1914-18?

Marie-Anne Matard Bonucci (Università Paris 8) La guerra, patrimonio genetico dei totalitarismi fascisti

Elena Dundovich (Università di Pisa) Grande guerra e guerra rivoluzionaria. I Bolscevichi all’assalto.

Lutz Klinkhammer (Istituto Storico Germanico di Roma) Culto dei morti, revanscismo e nuova guerra  


15.00, CENTRO DI FORLÌ (vai alla mappa) Visita guidata alla città razionalista Sono state programmate due visite guidate al patrimonio architettonico delle città di Forlì e Predappio. Esse sono realizzate in collaborazione con ATRIUM, Rotta culturale europea sulle architetture dei regimi totalitari, e con i Comuni di Forlì e Predappio. La visita di Forlì riguarda la “città razionalista”, con partenza alle ore 15.00 di venerdì 31 ottobre dal piazzale antistante la stazione di Forlì, (angolo tra via Colombo e viale della Libertà – vai alla mappa) ed arrivo in p.zza della Vittoria alle ore 16.30.Le visite sono gratuite. E’ opportuna la prenotazione al numero 0543-21422



17.3O, REFETTORIO MUSEI SAN DOMENICO (vai alla mappa) Presentazione libro “1914, attacco a occidente” (Il Mulino 2O14) Con l’autore Gian Enrico Rusconi Professore emerito di Scienze politiche presso l’Università di Torino, laureato in filosofia, esordì come docente di Sociologia nel 1968 presso la facoltà di sociologia di Trento. Nel 1975 fu chiamato, per la medesima materia, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino, dove successivamente si trasferì sulla cattedra di Scienza della Politica. Dopo una monografia dal titolo La teoria critica della società si è dedicato soprattutto allo studio della società tedesca e della storia della Germania nel Novecento, in un continuo raffronto con la situazione italiana. Direttore dell’Istituto storico italo-germanico di Trento dal 2005 al 2010, è editorialista del quotidiano La Stampa, ed è stato anche Visiting Professor presso la Freie Universität di Berlino.


copj170.aspEra inevitabile la Grande Guerra? Dall’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo doveva necessariamente scaturire un conflitto mondiale? O si è trattato di una guerra “improbabile”, scoppiata per una serie di malintesi e di errori di valutazione? Rusconi ricostruisce il febbrile lavorio politico-diplomatico del luglio 1914 e analizza le vicende belliche sino alla battaglia cruciale della Marna. Il conflitto si configura come una “guerra tedesca” per rompere l’accerchiamento di cui la Germania si sente vittima da parte dell’Intesa russo-francese e inglese. Ma la lotta per l’egemonia sul Continente assume i tratti di una “guerra di civiltà” all’interno dell’Occidente stesso. Gli effetti sono di lunga durata, anche in termini strategico-militari: il secondo conflitto mondiale inizierà infatti con l’attacco alla Francia nel 1940 inteso come replica e rivincita del 1914.


h. 2O.3O, TEATRO APOLLO (vai alla mappa) Proiezione film “Vecchia guardia” (Italia 1934) di A. Blasetti INGRESSO GRATUITO


 “vecchia guardiaVecchia guardia” generalmente viene considerato dalla critica uno fra i migliori lungometraggi di carattere apologetico prodotti in Italia in epoca fascista. Il film venne distribuito in Germania col titolo Mario e fu particolarmente apprezzato da Adolf Hitler, da sempre estimatore del fascismo, tanto che il Führer ricevette Blasetti e il piccolo Franco Brambilla in terra tedesca per una visita. Il film fu girato prevalentemente a Viterbo e ambientato nel 1922 e riguarda una vicenda tragica che coinvolge un giovane fascista. Alla sua uscita il film riesce a riscuotere un discreto successo di pubblico e una accoglienza in linea di massima positiva da parte della critica del tempo che ne mette in rilievo i pregi stilistici e alcune impostazioni innovative. Fra queste ultime il taglio realistico di molte scene e lo stesso linguaggio usato dagli interpreti, sempre naturale e in sintonia con la classe socio-culturale di appartenenza. Sotto un profilo più propriamente formale va sottolineata la superba fotografia di Otello Martelli utilizzata dal regista con una valenza simbolica di grande impatto visivo, con le luci accese su tutto ciò che incarno il fascismo e che ad esso si ricollega (spedizioni punitive e pestaggi compresi) e le ombre, che invece avvolgono le forze “antinazionali”. La critica contemporanea è portata a vedere nel film il momento di massima adesione di Alessandro Blasetti al regime fascista con alcune scene di retorica squadrista che ne abbasserebbero il livello qualitativo spezzando il ritmo drammatico che pur il regista riesce ad imprimere alla vicenda. Un film pertanto tutt’altro che disprezzabile, ma giudicato discontinuo e, in linea di massima, girato con chiari intenti apologetici.

30 ottobre 2014


10.00 PALAZZO ROMAGNOLI (vai alla mappa) Presentazione del progetto di valorizzazione dell’ex “Casa del Fascio e dell’Ospitalità” di Predappio


 casadelfascioL’iniziativa è finalizzata a portare a conoscenza delle istituzioni e del pubblico il progetto culturale che prospetta la realizzazione nella Casa del Fascio di Predappio di un grande centro culturale di rilevanza europea, con un centro di studi e ricerche sul 900 e un grande museo storico dedicato agli anni della dittatura fascista.

Interverranno:
Giorgio Frassineti (sindaco di Predappio)
Massimo Mezzetti (Assessore alla Cultura della regione Emilia-Romagna)
Carlo Giunchi (progettista culturale)
Marcello Flores (Università di Siena)
Andrea Milani (architetto)


15.00 PALAZZO ROMAGNOLI (vai alla mappa) Convegno: “La Grande Guerra e le origini del fascismo in Italia”


 Il convegno, suddiviso in due sessioni, una delle quali dedicata alla situazione italiana ed una al contesto europeo, indagherà il rapporto che intercorse fra la Grande Guerra, le sue premesse, e il quadro che ne uscì a livello europeo, e la nascita delle dittature e dei totalitarismi che condussero alla seconda guerra Mondiale.

Interverranno al convegno:

Prima sessione:

Alberto De Bernardi (Università di Bologna) Lo «spirito del ’14» e la sua eredità nel dopoguerra Paola Salvatori (Università di Bergamo) «Oggi la storia si “fa” nelle trincee. Domani la rifaremo sulle piazze»: la Grande Guerra di Benito Mussolini. Maurizio Ridolfi (Università di Viterbo) I colori della nazione e della rivoluzione: il conflitto cromatico tra Grande Guerra e dopoguerra Lorenzo Benadusi (Università di Bergamo) “Grande Guerra, brutalizzazione della politica e fascismo”


20.30, TEATRO APOLLO (vai alla mappa) Proiezione film “Camicia Nera” (Ita 1933) di G. Forzano INGRESSO GRATUITO


 camicia neraFilm corale, girato in occasione del decennale del Fascismo, rappresenta le vicende italiane dal 1914 al 1932 secondo l’interpretazione che di queste fu data del regime, con protagonisti uomini e donne di tutte le regioni d’Italia. Un fabbro italiano emigrato in Francia (Mussolini era figlio di un fabbro) combattendo durante la prima guerra mondiale perde la memoria. La recupera anni dopo e torna in Italia, trovando un paese più moderno (bonifica delle paludi pontina, l’inaugurazione della città di Littoria) grazie al fascismo. Come ci si può aspettare per un film di regime, la critica all’epoca dell’uscita fu entusiasta. Matteo Incagliati, su i Messaggero di Roma del 24 marzo 1933 scrisse: “un film italianissimo, le scene che maggiormente colpiscono e appassionano e che sono riprodotte con maggiore potenza di mezzi espressivi, sono principalmente quelle dei reduci della prima guerra mondiale ridotti allo squallore più duro e vilipesi per aver dato il sangue alla Patria.” Successivamente questi giudizi furono drasticamente rivalutati: il “Morandini” lo definisce un “balbettante film di propaganda, girato per il decennale della Marcia su Roma, in bilico tra l’insipienza e il guittume, con punte di comicità involontaria”, e Pietro Bianchi ha sostenuto che in Camicia Nera “la retorica si sposa alla presunzione, la convenzione all’enfasi, senza un attimo di tregua”