Gian Enrico Rusconi

GianEnricoRusconiGian Enrico Rusconi, politologo italiano e docente all’Università degli Studi di Torino, è professore emerito di Scienze politiche. Esperto in religione e secolarismo, anche grazie ai frequenti soggiorni di studio in Germania è considerato un profondo conoscitore della società e della storia tedesche, da lui messe spesso a confronto con quelle italiane. Vincitore della Goethe-Medaille (1997), ha diretto l’Istituto storico italo-germanico di Trento dal 2005 al 2010. E’ editorialista de La Stampa e collabora con la rivista il Mulino. Tra le sue pubblicazioni: “1914: Attacco a Occidente”, Il Mulino, 2014; “Marlene e Leni. Seduzione, cinema e politica”, Feltrinelli, 2013.

PAGINA SU ETHICA
Giovedì 15 Ottobre, ore 9.30-12.30, Palazzo Romagnoli, LE DONNE NEI TOTALITARISMI interviene in “Marlene e Leni. Due donne tedesche”

Segnaliamo:

rusconi60114fecover25098

I convegni

DONNE NEI TOTALITARISMI

Mercoledì 14 ottobre. 9.30-12.30 Palazzo Romagnoli

Protagoniste, collaboratrici, testimoni

Celeste Di Porto, la spia del ghetto Interviene: Anna Foa

Il duce contro le donne Interviene: Mimmo Franzinelli

Donne del nemico, figli della colpa Interviene: Michela Ponzani

Modera: Raffaella Baccolini

Giovedì 15 ottobre. 9.30-12.30 Palazzo Romagnoli

Protagoniste, collaboratrici, testimoni

La musa del duce: M. Sarfatti Interviene: Marie-Anne Matard-Bonucci

Marlene e Leni. Due donne tedesche Interviene: Gian Enrico Rusconi

L’angelo di Hitler: D. Mitford Interviene: Anne de Courcy

Le donne nella costruzione del regime Interviene: Alessandra Tarquini

Requiem per le vittime del terrore: Anna Achmatova con Lelia Serra

Modera: Maria Laura Lanzillo

Venerdì 16 ottobre. 15.00-17.30 Teaching Hub Campus di Forlì

Totalitarismi, rivoluzioni e machismo

Il virilismo nell’Italia fascista Interviene: Sandro Bellassai

Lo sport e i regimi totalitari Interviene: Stefano Pivato

Il machismo russo nel Paese dei Soviet Interviene: Gian Piero Piretto

LA PAROLA FASCISMO (Tavola rotonda)

Sabato 17 ottobre. 9.30-12.30 Palazzo Romagnoli

L’uso della parola fascismo

Famiglie e fascismo Interviene: Paul Ginsborg

L’islamismo è un fascismo? Interviene: Anna Vanzan

Fascismo, fascismi. Il caso degli Stati Uniti Interviene: Elisabetta Vezzosi

Il fascismo oggi Interviene: Giovanni Gozzini

Modera: Marcello Flores

IL DIBATTITO SUL FASCISMO, LA QUESTIONE DELLE ORIGINI (Tavola rotonda)

Sabato 17 ottobre. 15.00-17.30 Sala Europa, Predappio

Con Alberto De Bernardi, Giulia Albanese, Matteo Pasetti, Maddalena Carli

31 ottobre 2014


9.30, PALAZZO ROMAGNOLI (vai alla mappa) Convegno “La Grande Guerra e le origini dei totalitarismi in Europa”


Questa è la seconda sessione del convegno, dedicata al contesto europeo. Indagherà il rapporto che intercorse fra la Grande Guerra, le sue premesse, il quadro che ne uscì a livello internazionale, e la nascita delle dittature e dei totalitarismi che condussero alla Seconda guerra mondiale.

Seconda sessione:

Gian Enrico Rusconi (Università di Torino) Quali radici totalitarie sono rintracciabili nella guerra 1914-18?

Marie-Anne Matard Bonucci (Università Paris 8) La guerra, patrimonio genetico dei totalitarismi fascisti

Elena Dundovich (Università di Pisa) Grande guerra e guerra rivoluzionaria. I Bolscevichi all’assalto.

Lutz Klinkhammer (Istituto Storico Germanico di Roma) Culto dei morti, revanscismo e nuova guerra  


15.00, CENTRO DI FORLÌ (vai alla mappa) Visita guidata alla città razionalista Sono state programmate due visite guidate al patrimonio architettonico delle città di Forlì e Predappio. Esse sono realizzate in collaborazione con ATRIUM, Rotta culturale europea sulle architetture dei regimi totalitari, e con i Comuni di Forlì e Predappio. La visita di Forlì riguarda la “città razionalista”, con partenza alle ore 15.00 di venerdì 31 ottobre dal piazzale antistante la stazione di Forlì, (angolo tra via Colombo e viale della Libertà – vai alla mappa) ed arrivo in p.zza della Vittoria alle ore 16.30.Le visite sono gratuite. E’ opportuna la prenotazione al numero 0543-21422



17.3O, REFETTORIO MUSEI SAN DOMENICO (vai alla mappa) Presentazione libro “1914, attacco a occidente” (Il Mulino 2O14) Con l’autore Gian Enrico Rusconi Professore emerito di Scienze politiche presso l’Università di Torino, laureato in filosofia, esordì come docente di Sociologia nel 1968 presso la facoltà di sociologia di Trento. Nel 1975 fu chiamato, per la medesima materia, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino, dove successivamente si trasferì sulla cattedra di Scienza della Politica. Dopo una monografia dal titolo La teoria critica della società si è dedicato soprattutto allo studio della società tedesca e della storia della Germania nel Novecento, in un continuo raffronto con la situazione italiana. Direttore dell’Istituto storico italo-germanico di Trento dal 2005 al 2010, è editorialista del quotidiano La Stampa, ed è stato anche Visiting Professor presso la Freie Universität di Berlino.


copj170.aspEra inevitabile la Grande Guerra? Dall’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo doveva necessariamente scaturire un conflitto mondiale? O si è trattato di una guerra “improbabile”, scoppiata per una serie di malintesi e di errori di valutazione? Rusconi ricostruisce il febbrile lavorio politico-diplomatico del luglio 1914 e analizza le vicende belliche sino alla battaglia cruciale della Marna. Il conflitto si configura come una “guerra tedesca” per rompere l’accerchiamento di cui la Germania si sente vittima da parte dell’Intesa russo-francese e inglese. Ma la lotta per l’egemonia sul Continente assume i tratti di una “guerra di civiltà” all’interno dell’Occidente stesso. Gli effetti sono di lunga durata, anche in termini strategico-militari: il secondo conflitto mondiale inizierà infatti con l’attacco alla Francia nel 1940 inteso come replica e rivincita del 1914.


h. 2O.3O, TEATRO APOLLO (vai alla mappa) Proiezione film “Vecchia guardia” (Italia 1934) di A. Blasetti INGRESSO GRATUITO


 “vecchia guardiaVecchia guardia” generalmente viene considerato dalla critica uno fra i migliori lungometraggi di carattere apologetico prodotti in Italia in epoca fascista. Il film venne distribuito in Germania col titolo Mario e fu particolarmente apprezzato da Adolf Hitler, da sempre estimatore del fascismo, tanto che il Führer ricevette Blasetti e il piccolo Franco Brambilla in terra tedesca per una visita. Il film fu girato prevalentemente a Viterbo e ambientato nel 1922 e riguarda una vicenda tragica che coinvolge un giovane fascista. Alla sua uscita il film riesce a riscuotere un discreto successo di pubblico e una accoglienza in linea di massima positiva da parte della critica del tempo che ne mette in rilievo i pregi stilistici e alcune impostazioni innovative. Fra queste ultime il taglio realistico di molte scene e lo stesso linguaggio usato dagli interpreti, sempre naturale e in sintonia con la classe socio-culturale di appartenenza. Sotto un profilo più propriamente formale va sottolineata la superba fotografia di Otello Martelli utilizzata dal regista con una valenza simbolica di grande impatto visivo, con le luci accese su tutto ciò che incarno il fascismo e che ad esso si ricollega (spedizioni punitive e pestaggi compresi) e le ombre, che invece avvolgono le forze “antinazionali”. La critica contemporanea è portata a vedere nel film il momento di massima adesione di Alessandro Blasetti al regime fascista con alcune scene di retorica squadrista che ne abbasserebbero il livello qualitativo spezzando il ritmo drammatico che pur il regista riesce ad imprimere alla vicenda. Un film pertanto tutt’altro che disprezzabile, ma giudicato discontinuo e, in linea di massima, girato con chiari intenti apologetici.